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ALERT INFORMATIVO - Novità fiscali

È stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 282 del 2 dicembre 2016 la legge n. 225/2016, di conversione del decreto fiscale collegato alla legge di Bilancio 2017. Diventano, quindi, definitive le numerose novità introdotte durante l’iter parlamentare: dall’estensione della rottamazione dei ruoli anche al 2016 con una rateizzazione più ampia, alla ridefinizione delle regole per le comunicazioni IVA periodiche, dalla conferma - con qualche piccola modifica - della voluntary disclosure bis e delle integrative a favore fino al corposo pacchetto semplificazioni.

Nei due passaggi parlamentari il testo originario del decreto, oltre ad essere stato arricchito da molte novità legislative, ha subito alcune sostanziali modifiche in relazione alle misure già originariamente previste.
Alcune regole, quali quelle sulla rottamazione dei ruoli e sulla voluntary bis sono già in vigore; per altre, quali, ad esempio, le nuove comunicazioni IVA periodiche, la soppressione di Equitalia o buona parte delle semplificazioni, avranno efficacia a partire dal 2017.
Di seguito, si riporta una sintesi delle norme più importanti.
- Norme già previste nel testo originario
Le misure già previste nel D.L. n. 193/2016 nel testo originario sono tutte confermate anche se, con alcune sostanziali modifiche. In particolare, si segnala che:
- per l’attività di riscossione è confermato il passaggio di consegne, con decorrenza dal 1° luglio 2017, da Equitalia all’ente Agenzia delle entrate-Riscossione: le uniche novità degne di nota riguardano una più circostanziata disciplina sul personale che transiterà dall’ente soppresso;
- a decorrere dal 1° luglio 2017, gli enti locali possono deliberare di affidare al soggetto preposto alla riscossione nazionale le attività di accertamento, liquidazione e riscossione, spontanea e coattiva, delle entrate tributarie o patrimoniali proprie e delle società da essi partecipate;
- per la definizione dei ruoli pendenti, ci sono conferme e novità: tra queste ultime, l’estensione al 2016 dei ruoli rottamabili, la rateizzazione in 5 rate di cui l’ultima al 30 settembre 2018 ma con limiti di pagamento nel 2017 (il 70%), lo slittamento del termine per aderire al 31 marzo 2017 e per avere la risposta di Equitalia al 31 maggio 2017, l’estensione della rottamazione anche nei comuni nei quali non opera Equitalia.
Il 2 dicembre 2016, Equitalia ha pubblicato, sul proprio sito istituzionale, il nuovo modello (Modello DA1) di adesione aggiornato con le novità della legge di conversione (in allegato al presente alert);
- relativamente alle comunicazioni IVA (la cui bozza di modello è stata presentata in anteprima dal Direttore dell’Agenzia delle entrate durante un convegno tenutosi il 2 dicembre), ci sono alcune novità: resta confermata la periodicità trimestrale anche se, per il 2017, sarà semestrale (con la prima comunicazione da inviare entro il 25 luglio). Non devono inviare le comunicazioni gli agricoltori esonerati. Le sanzioni amministrative per le violazioni sui nuovi adempimenti vengono attenuate (sanzione di 2 euro per ciascuna fattura omessa, con un massimo di 1.000 euro per ciascun trimestre, con riduzione alla metà, con un massimo di 500 euro, in caso di correzione della trasmissione entro 15 giorni dalla scadenza; sanzione da 500 a 2.000 euro per l'omessa, incompleta o infedele comunicazione dei dati delle liquidazioni con riduzione alla metà in caso di trasmissione corretta nei quindici giorni successivi);
- parallelamente alla disciplina sulle comunicazioni IVA, si introducono alcune norme che interessano (i) il calcolo dell'aggio a favore dei rivenditori di valori bollati; (ii) la riduzione di due anni dei termini di decadenza per gli accertamenti in tema di imposta sui redditi e di IVA per chi trasmette telematicamente le fatture o i corrispettivi e (iii) i depositi fiscali e le accise;
- per le dichiarazioni integrative, le uniche novità degne di rilievo sono: l’eliminazione dell’obbligo di indicare l'eventuale utilizzo del credito già effettuato in compensazione nella dichiarazione relativa al periodo di imposta in cui è presentata la dichiarazione integrativa, l’estensione del ravvedimento anche ai tributi doganali e alle accise, la nuova disciplina relativa allo scomputo dall'imposta delle ritenute alla fonte a titolo d'acconto e sui redditi sottoposti a tassazione separata.
Con il D.L. n. 193/2016 come convertito in legge, è stata dettata una disciplina unitaria per la correzione degli errori e delle omissioni nel comparto delle imposte sul reddito e dell’IVA, superando un orientamento restrittivo della Suprema Corte, a danno del dichiarante. In entrambi i casi, il contribuente può inviare una dichiarazione integrativa entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione da rettificare. Il credito risultante dalla rettifica può essere compensato secondo i principi generali, ma, se la rettifica interviene dopo il secondo periodo d’imposta, la compensazione è possibile solo per i debiti maturati successivamente alla data di presentazione. Per entrambi i settori impositivi, il contribuente ha comunque la possibilità di far valere gli errori di fatto e di diritto, qualora abbiano inciso sull’obbligazione tributaria, in sede sia di accertamento che di contenzioso;
- in relazione alla voluntary disclosure bis, la norma viene confermata in toto con queste integrazioni: fermo restando che chi ha fatto la vecchia voluntary non può accedere a quella nuova, ad essa possono partecipare, limitatamente alle violazioni dichiarative per le attività detenute all'estero, anche coloro i quali hanno presentato domanda entro il 30 novembre 2015, per le attività detenute in Italia (analogamente, può presentare istanza per la collaborazione volontaria nazionale chi in precedenza si è avvalso della voluntary disclosure limitatamente ai profili internazionali).
Gli interessati possono quindi accedere da subito alla regolarizzazione con maggiore tranquillità e le recenti approvazioni degli accordi sullo scambio di informazioni rappresentano anzi un incentivo ulteriore ad aderire (le ultime novità riguardano gli accordi con Panama, pubblicato in Gazzetta Ufficiale e Liechtenstein, da oggi pienamente operativo).
Diventa poi quanto mai opportuno valutare se combinare la disclosure con un’integrativa RW entro il 29 dicembre, che ridurrebbe al minimo le sanzioni riferite ad Unico 2016.
Rispetto alla versione originaria, tre sono le novità:
- la prima riguarda il quadro RW e gli aderenti alla prima disclosure; se questi soggetti non hanno adempiuto agli obblighi di monitoraggio fiscale non possono essere sanzionati se vi provvedono entro 60 giorni dalla conversione del Dl che ha introdotto la voluntary bis; di fatto è un’estensione della voluntary 1.0 agli anni 2014 e 2015;
- viene poi prevista una duplice eccezione all’impossibilità di accesso alla voluntary bis da parte degli aderenti alla prima finestra, riferita a: (a) la possibilità di accedere alla regolarizzazione internazionale se si era optato solo per la nazionale e soprattutto (b) la possibilità di accedere alla regolarizzazione nazionale se si era optato per l’internazionale;
- una ultima novità riguarda l'introduzione di una presunzione, salvo prova contraria, che contanti e valori al portatore derivino da redditi conseguiti, in quote costanti, da condotte di evasione fiscale commesse (e quindi da tassare) nell'anno 2015 e nei quattro periodi di imposta precedenti; in sostanza una presunzione di imponibilità integrale per i contanti negli anni oggetto di regolarizzazione. Le modifiche sono volte ad evitare discriminazioni rispetto ai primi aderenti e a cercare di favorire l’emersione dell’enorme massa di contante.
Chi vuole aderire alla voluntary bis può farlo sin da ora, ancorché non sia stato ancora approvato il relativo modello, usando quello della prima disclosure. Si tratterà di “prenotazioni”, posto che la nuova procedura è diversa dalla prima, essendo imperniata sull’autoliquidazione. Le istanze presentate avranno tuttavia il pregio di bloccare l’insorgenza di cause ostative.
La regolarizzazione domestica dei contanti passa da una dichiarazione che attesta l’origine da violazioni tributarie, dall’inventario delle cassette di sicurezza in presenza di un notaio e infine dal versamento su una relazione vincolata fino alla conclusione della procedura. Quanto alla presunzione di imponibilità integrale e soprattutto alla prova contraria, in assenza delle più volte auspicate modifiche sostanziali alla procedura sui contanti, l’auspicio è che quanto meno in sede di attuazione ed interpretazione si riempia di contenuti il regime della prova contraria, conferendo la dignità che merita alla dichiarazione sostitutiva e ad alcuni indicatori fondati sull’id quod plerumque accidit, quali la professione del contribuente (o il fatto che sia in pensione), l’”anzianità” della sua attività o la presenza di lasciti.
- Novità della conversione in legge
Tra le novità normative introdotte dalla legge di conversione, si segnalano le seguenti:
- Tra gli emendamenti al D.L. n. 193/2016 contenuti nella legge di conversione (art. 7-quater), si segnala l’introduzione di un limite all’operare delle presunzioni relative ai prelievi bancari non giustificati dalle imprese nell’ambito degli accertamenti bancari. Modificando l’art. 32 del D.P.R. n. 600/1973, la legge n. 225 del 2016 ha, infatti, introdotto un parametro quantitativo sulla base del quale la presunzione che, nell’ambito degli accertamenti finanziari, trasforma i prelievi non giustificati in ricavi non dichiarati, non opererà per i prelievi di importo superiore a 1.000 euro giornalieri fino a concorrenza di 5.000 euro mensili.
Si consideri che la legge di conversione non ha modificato l’effetto presuntivo derivante dai versamenti non giustificati, che, ora come allora, rimane sia per i possessori di reddito di impresa sia per gli autonomi.
L’art. 7-quater della legge di conversione, in primo luogo, ha eliminato il riferimento ai compensi, di fatto recependo la sentenza della Corte Costituzionale n. 228/2014. In ogni caso, anche nel vigore della precedente disciplina i prelievi non giustificati erano irrilevanti per i possessori di reddito di lavoro autonomo. Inoltre, sempre in relazione ai prelievi, si introduce un limite di 1.000 euro giornalieri, e comunque di 5.000 euro mensili al di sotto del quale la presunzione non può operare.
Di contro, come già anticipato, nulla cambia per i versamenti, che, a prescindere dall’importo, continuano a trasformarsi in ricavi o compensi non dichiarati se non sono giustificati.
In relazione ai prelievi, non viene modificato l’art. 51 del DPR 633/72, relativo all’Iva, considerato che tale norma non fa riferimento ai prelievi.
- le modifiche alle norme sul bilancio consolidato e sulla conversione in euro dei bilanci delle stabili organizzazioni all'estero di imprese italiane;
- l’intassabilità, come reddito in natura, per le spese relative alle prestazioni di viaggio e di trasporto sostenute dal committente in favore del lavoratore autonomo;
- l’estensione dell’utilizzo della PEC per le notifiche, la revisione delle regole per la riscossione delle tasse ipotecarie e dei tributi speciali, oltre che sulle conservatorie immobiliari e sulle spese di giustizia;
A partire dal 1° luglio 2017, sarà possibile la notifica a mezzo Pec degli avvisi di accertamento destinati a professionisti e imprese, sia individuali che societarie. Inoltre verrà eliminato l’obbligo di notifica a mezzo Pec di cartelle di pagamento e atti della riscossione emessi nei confronti dei medesimi contribuenti o di coloro che ne avessero fatto espressamente richiesta. Inoltre, è prevista la riapertura dei correlati termini di impugnazione per cartelle notificate, dal 1 giugno 2016, con modalità diverse dalla Pec.
- in relazione agli obblighi dichiarativi e connessi versamenti, il differimento:
1) al 30 giugno del termine per versare le imposte (o la prima rata) di UNICO (IRPEF/IRES) o dell’IRAP,
2) al 31 marzo del termine per la consegna del modello CU,
3) al 23 luglio del termine di trasmissione del 730 (per i CAF-dipendenti e ai professionisti abilitati, è necessario che, entro il 7 luglio, sia stato trasmesso almeno l'80% delle dichiarazioni), la possibilità, ai CAF/professionisti abilitati, di rimediare al visto infedele anche dopo il 10 novembre utilizzando il ravvedimento).
- l’esenzione di dichiarazione dei redditi gli immobili situati all'estero per i quali non siano intervenute variazioni nel corso del periodo d'imposta (rimane solo l'obbligo di indicazione in dichiarazione dei versamenti dell’IVIE);
- la totale sospensione dell’attività dell’Agenzia delle Entrate nel periodo estivo (dal 1° al 31 agosto) e, dal 1° agosto al 4 settembre, del termine di 30 giorni per il pagamento delle somme dovute, rispettivamente, a seguito dei controlli automatici, dei controlli formali e della liquidazione delle imposte sui redditi assoggettati a tassazione separata;
- in materia di IVA, la soppressione della comunicazione degli acquisti senza addebito di IVA effettuati nella Repubblica di San Marino da parte degli operatori economici italiani, soggetti passivi IVA, l’innalzamento, da 15.000 a 30.000 euro dell'ammontare dei rimborsi IVA subordinati a prestazione di apposita garanzia da parte del beneficiario, la non punibilità della mancata presentazione della dichiarazione di cessazione di attività a fini IVA, la nuova disciplina sull’emissione elettronica delle fatture per il tax free shopping; il nuovo termine di presentazione della dichiarazione annuale (modello IVA 2017 entro il 28 febbraio 2017 - modello IVA 2018 tra il 1° febbraio e il 30 aprile);
- le nuove regole sulla cedolare secca sugli affitti in caso di mancata presentazione della comunicazione relativa alla proroga del contratto.
La mancata comunicazione della proroga del contratto di locazione non comporta la revoca dell’opzione per la cedolare secca, se il contribuente ha mantenuto un comportamento concludente consistente nel pagamento della cedolare e nella compilazione dell’apposito riquadro della dichiarazione dei redditi;
- il nuovo automatismo sulle proroga dei regimi IRES speciali (trasparenza fiscale, tassazione di gruppo e tonnage tax) e sulle opzioni da comunicare con dichiarazione dei redditi.
Cambiano le regole per le opzioni esercitabili ai sensi del TUIR (regime della trasparenza fiscale, del consolidato nazionale e mondiale e tonnage tax). A partire dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2016 (dal 2017 per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare) si intendono tacitamente prorogate oltre il limite naturale, a meno che non intervenga l'espressa revoca da parte del soggetto interessato.
Cambiano anche le regole sull'interruzione della tassazione di gruppo prima del compimento del triennio: in particolare, si consente in tale caso, in alternativa all'ordinario criterio di riparto delle perdite che le pone in capo alla consolidante, di attribuire tali componenti negativi alle società che le hanno prodotte, al netto di quelle utilizzate, e nei cui confronti viene meno il requisito del controllo;
- la soppressione dell’obbligo dell'F24 telematico per i pagamenti superiori a 1.000 euro;
- l’estensione ai tributaristi o consulenti tributari (di cui alla norma UNI 11511) certificati e qualificati ai sensi della legge sulle professioni non organizzate (legge 14 gennaio 2013, n. 4) di svolgere la rappresentanza e fornire assistenza ai contribuenti innanzi agli uffici dell'Amministrazione finanziaria;
- l’abolizione degli studi di settore con contestuale introduzione, al loro posto, dei nuovi “indici sintetici di affidabilità fiscale” a partire dal periodo d’imposta 2017.
I nuovi indici di affidabilità fiscale a logica dovrebbero ricalcare quelli che fino ad oggi si sono chiamati indici di coerenza e indici di normalità economica anche se, ad ogni buon conto, i ricavi o i compensi dovrebbero continuare comunque a essere stimati dai nuovi strumenti per quanto con una logica e obiettivi diversi (mirare le verifiche sul campo). Nel progetto di revisione si punta anche ad eliminare i cosiddetti correttivi anticrisi in quanto i nuovi strumenti dovrebbero cogliere autonomamente il risultato stimato senza la necessità di allineare il dato con la congiuntura economica.
Il nuovo sistema continuerà ad alimentarsi della massa di informazioni che ciascun contribuente dovrà trasmettere all’Agenzia con i tradizionali modelli annuali. Dall’esame delle prime bozze 2017 non sembra, al riguardo, vi siano semplificazioni massive in relazione alla quantità e alla qualità dei dati richiesti che resteranno, quindi, piuttosto numerosi.
- l’introduzione di una norma interpretativa sulle agevolazioni IRPEF applicabili ai lavoratori trasfertisti.
Viene introdotta una norma di interpretazione autentica in materia di agevolazioni Irpef applicabili ai lavoratori trasfertisti. Tali lavoratori possono accedere ai benefici fiscali (abbattimento al 50% del reddito imponibile percepito a titolo di indennità e premi), laddove siano soddisfatte contestualmente tre condizioni: (i) mancata indicazione, nel contratto o nella lettera di assunzione, della sede di lavoro; (ii) svolgimento di un’attività lavorativa che richiede la continua mobilità del dipendente; (iii) corresponsione al dipendente, in relazione allo svolgimento dell’attività lavorativa in luoghi sempre variabili e diversi, di un’indennità o maggiorazione di retribuzione in misura fissa, attribuite senza distinguere se il dipendente si è effettivamente recato in trasferta e dove la stessa si è svolta.
In caso manchino tali condizioni, il beneficio non è applicabile, ma è riconosciuto il trattamento previsto per le indennità di trasferta;
- la ridefinizione di alcune regole per i contribuenti minimi in relazione alle cessioni all'esportazione non imponibili;
- l’introduzione dell’uso di strumenti di pagamento elettronici per il pagamento spontaneo delle entrate degli enti locali effettuato sul conto corrente di tesoreria dell'ente impositore ovvero mediante F24 (restano ferme le modalità di versamento previste per l'IMU e la TASI);
- l’estensione, agli anni 2018 e 2019, dell'incentivo previsto per la partecipazione dei comuni all'attività di accertamento tributario pari al 100% del riscosso;
- l’incremento delle risorse aggiuntive per il credito di imposta a favore delle imprese di produzione, distribuzione ed esercizio cinematografico.
Per maggiori informazioni, si rimanda al testo del D.L. 22 ottobre 2016, n. 193 coordinato con la legge di conversione 1° dicembre 2016, n. 225 http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2016/12/02/16A08374/sg.

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