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AML: il Decreto tanto atteso è finalmente arrivato!

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Sembra finalmente terminato il lungo iter di approvazione del Decreto di recepimento della IV Direttiva. Il 19 giugno u.s. è stato pubblicato, nella Gazzetta Ufficiale n. 140, l’attesissimo Decreto Legislativo 25 maggio 2017, n. 90.

Il Decreto tanto atteso è finalmente arrivato! È ora di procedere alla valutazione degli impatti.

Andiamo con ordine, partendo dall’evidenziare che il Decreto non intende abrogare l’attuale DLgs 231/2007, ma sostanzialmente riscriverlo (e anche il titolo attribuito al Decreto non aiuta in quanto fa riferimento alla modifica della Terza Direttiva e non all’abrogazione della medesima, richiesta invece nel titolo della IV Direttiva).

Confermate le modifiche in tema di definizioni, analisi e valutazione del rischio (con introduzione del cd. obbligo di autovalutazione a carico di tutti i soggetti obbligati dal Decreto salvo future esenzioni), le “novità” in tema di a.v. non ordinaria (possibilità di effettuare l’a.v. semplificata o rafforzata demandando alle autorità di vigilanza l’individuazione della tipologia delle misure da applicarsi), di individuazione del titolare effettivo (istituzione del registro unico dei titolari effettivi la cui applicazione operativa per ora resta un mistero) e di gestione dell’obbligo di “segnalazione di violazioni” - c.d. Whistleblowing - secondo il quale viene richiesto ai soggetti obbligati di adottare “procedure per la segnalazione al proprio interno da parte di dipendenti o di persone in posizione comparabile di violazioni, potenziali o effettive, delle disposizioni dettate in funzione di prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo”. Nell’ambito delle definizioni e dell’attuazione degli obblighi di a.v. rafforzati, viene invece stravolto il concetto di persona esposta politicamente, c.d. PEP, includendo le cariche nazionali (sostanzialmente gli ex P.I.L.) e ampliando il novero dei soggetti di tali categorie tra cui ad esempio, gli organi di amministrazione, direzione o controllo delle imprese controllate dalle Regioni, da comuni capoluoghi di provincia e città metropolitane e da comuni con popolazione complessivamente non inferiore a 15.000 abitanti e il direttore generale di ASL e di azienda ospedaliera, di azienda ospedaliera universitaria e degli altri enti del servizio sanitario nazionale.

Altra notizia fondamentale: l’obbligo di “registrazione” si trasforma in obbligo di conservazione, ma resta in vigore per determinate categorie di soggetti (sostanzialmente intermediari e fiduciarie - sia iscritte all’albo di Banca d’Italia sia non iscritte) l’obbligo di invio dei dati aggregati c.d. SaRa, quindi sembra da escludersi la possibilità per gli intermediari di liberarsi dell’AUI, ferma restando l’auspicabile semplificazione delle modalità di gestione del sistema informatico e della relativa conservazione. Buona notizia: eliminata la catastrofica disposizione che prevedeva una specifica tempistica per considerare tardiva la segnalazione di operazione sospetta effettuata (trenta giorni dal compimento dell’operazione sospetta). Riformulato l’impianto sanzionatorio.

Si evidenziano, in particolare, le specifiche sanzioni amministrative previste per l’inosservanza degli obblighi di adeguata verifica e dell’obbligo di astensione, degli obblighi di conservazione, delle disposizioni relative all’obbligo di segnalazione delle operazioni sospette (n.b. omessa segnalazione: 3.000 €) e degli obblighi di comunicazione da parte dei componenti degli organi di controllo dei soggetti obbligati. Degno di nota l’art. 62 dedicato alle disposizioni sanzionatorie specifiche per soggetti obbligati vigilati.

Il Decreto entra in vigore il 4 luglio, ma le disposizioni finali ci ricordano che le disposizioni emanate dalle autorità di vigilanza di settore, ai sensi di norme abrogate o sostituite per effetto del Decreto, continuano a trovare applicazione fino al 31 marzo 2018 e, in ogni caso, ci aspettano almeno dodici mesi prima dell’emanazione dei provvedimenti attuativi necessari per poter procedere alle modifiche organizzative e operative.

Risulta, quindi, poco chiaro come i soggetti obbligati dovranno comportarsi a partire dalla mattina del 4 luglio.

Unione Fiduciaria resta a disposizione attraverso specifiche attività di consulenza, formazione, revisione delle procedure, ecc., volte all’adeguamento alle nuove disposizioni.