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BITCOIN, un fenomeno destinato a durare?

Articolo curato da Roberta Mozzachiodi su CITYWIRE

 

I vantaggi e i rischi della prima moneta digitale che oggi che non è più la sola nel web

 

AVV. FABRIZIO VEDANA

Ogni innovazione tecnologica porta con sé dei rischi, ma anche delle opportunità. Così accade per lo scenario aperto dal bitcoin, “il contante digitale” creato da Satoshi Nakamoto con l’ambizione di creare una moneta migliore, libera dall’intermediazione, con il vantaggio di essere “attivo senza passivo, rapida nella circolazione e low cost rispetto ad altri mezzi di pagamento”.

Obiettivi certamente ambiziosi, ma non privi di aspetti di criticità legati al rischio di alta volatilità, di riciclaggio e dei cyber attacchi, tanto per citarni alcuni. Rischi che hanno spesso messo in crisi il futuro di questa moneta lasciando spazio a previsioni pessimistiche come, ad esempio, quelle dell’economista di Harvard, Kenneth Rogoff, che parla di un collasso delle quotazioni (The Guardian).

Ma come funziona, in pratica, il bitcoin? Basta scaricare sul computer la relativa app e il portafoglio bitcoin genera un indirizzo da utilizzare per pagare o ricevere pagamenti.

A differenza della valuta tradizionale non fa capo a un ente centrale, ma sfrutta la crittografia attraverso l’algoritmo di un software libero, ossia non protetto da copyright, modificabile dagli utenti e progettato per implementare la rete peer-to-peer. Questa consente lo scambio grazie a un database distribuito tra i nodi della rete interna globale che tracciano le transazioni e le verificano.

Le unità vengono create attraverso il processo di mining, in cui i partecipanti alla rete verificano e annotano le transazioni in un registro pubblico (blockchain) e per questo ricevono in cambio le nuove unità appena coniate e le transaction fee. Gli utenti, quindi, interagiscono tra loro in modo diretto, senza l’intervento di alcun intermediario. Ovviamente, maggiori sono gli investimenti nella valuta, più questa acquisisce valore.

Se e quanto questa moneta rivoluzionaria potrà condurre al distacco dalla moneta legale resta un’incognita. Ne parliamo con l’avv. Fabrizio Vedana, vice direttore generale di Unione Fiduciaria.

 

QUANTO È SICURO IL BITCOIN?
Non essendo una moneta fisica, bitcoin deve essere conservato in un walled garden, ovvero un portafoglio digitale (l’elenco completo è disponibile sul sito bitcoin.org). Il problema dei walled garden è che nessuno può garantirne la sicurezza assoluta. Utile è la lettura del documento “Avvertenze sull’utilizzo delle cosiddette valute virtuali”, predisposto dalla Banca d’Italia.

VI SONO FATTORI CHE POTREBBERO COMPROMETTERE IL FUTURO USO GLOBALE DELLA MONETA VIRTUALE, O ADDIRITTURA RIDURRE IL FENOMENO A UNA BOLLA SPECULATIVA?
Molti accostano il bitcoin ai tulipani, protagonisti della prima bolla speculativa della storia. Per altri il bitcoin potrebbe essere l’erede dell’oro. Di fatto, in un anno il suo valore è passato dai 635 ai 4.000 dollari con picchi di 7mila: difficile non parlare di volatilità. Il prezzo di un bitcoin può aumentare o diminuire imprevedibilmente durante un breve periodo di tempo a causa della sua “giovane” età, della sua natura nuova e qualche volta a causa dei mercati illiquidi. Di conseguenza, mantenervi i propri risparmi non è raccomandato se non in minima parte. Bitcoin dovrebbe essere considerato un investimento ad alto rischio, e il risparmiatore non dovrebbe mai mettere da parte con bitcoin del denaro che non può permettersi di perdere.

QUANTO È ANONIMO IL BITCOIN?
Esso opera a un livello di trasparenza senza precedenti. Tutte le transazioni in bitcoin sono pubbliche, tracciabili e raccolte in maniera permanente nella sua rete. Gli indirizzi di bitcoin sono le uniche informazioni utilizzate per definire dove si trovano e dove sono inviati. Tali indirizzi sono creati privatamente dai portafogli di ciascun utente. Dato che gli utenti di solito devono rivelare la propria identità per poter ricevere servizi o beni, gli indirizzi bitcoin non possono restare totalmente anonimi.

BITCOIN È STATA LA PRIMA MONETA VIRTUALE, MA OGGI NON È PIÙ L’UNICA. QUALI SONO I VANTAGGI DELLE ALTRE CINQUE ALTCOIN?
Nelle ultime settimane si è parlato molto di scissione del bitcoin per creare altre due monete virtuali, una cash e una gold. Tutto questo da un lato ha dato vita a molta volatilità, dall’altro ha spinto le quotazioni di Ethereum (o Ether), la seconda principale criptovaluta per capitalizzazione.

REINTRODURRE UN POTERE DI CONTROLLO DA PARTE DELLE AUTORITÀ PER REGOLAMENTARE IL BITCOIN POTREBBE MITIGARE LA DIFFUSIONE DEL FENOMENO?
I recenti allarmi lanciati dal G7 tenutosi nelle scorse settimane a Ischia a proposito del bitcoin come nuova frontiera del money laundering trovano conferma, in Italia, nel ricevimento da parte della Direzione nazionale antimafia di ben 400 segnalazioni sospette di riciclaggio. L’emanazione di una normativa che regolamenti emissione, regole di circolazione e controlli sugli operatori in bitcoin contribuirebbe a dare maggiore certezza sull’utilizzo dello strumento. A meno di non voler seguire l’esempio della Cina che, invece, ha dichiarato illegali i bitcoin nel mondo finanziario e nell’e-commerce.