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Dopo di noi: approvata la Legge. Per le fiduciarie un ruolo importante

È stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 24 giugno 2016 la Legge n. 112 del 22 giugno 2016 recante “Disposizioni in materia di assistenza, cura e protezione in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare”.

 

Come già anticipato nel precedente numero della nostra newsletter, non solo risulta di rilevante importanza sociale, ma è anche particolarmente significativo per il settore delle società fiduciarie in quanto contempla, fra le entità giuridiche individuate quali possibili destinatarie delle erogazioni agevolate disposte da persone fisiche in favore di persone con disabilità grave, i “…… fondi speciali, composti di beni sottoposti a vincolo di destinazione e disciplinati con contratto di affidamento fiduciario”.


Appare chiaro, come ben sottolineato anche da Assofiduciaria nella propria circolare del 22 giugno scorso, alla cui lettura si rinvia per un maggiore dettaglio, che le società fiduciarie in quanto soggetti vigilati e compiutamente regolati anche sotto il profilo fiscale, dotate di esperienza operativa e in forza delle riserve di Legge per esse previste, si candidano ad essere il primo e principale interlocutore per la costituzione ed amministrazione di detti fondi, oltreché per la gestione degli specifici trusts, la cui costituzione trova una compiuta regolamentazione nella nuova legge. La nuova legge, quindi, non ha soltanto il merito (assolutamente apprezzabile) di introdurre un trattamento fiscale “di favore” con riferimento a fattispecie negoziali volte a garantire assistenza e tutela nei confronti di “persone con disabilità grave”, ma anche di rappresentare il primo espresso riconoscimento normativo del “contratto di affidamento fiduciario”, sino ad ora conosciuto dall’ordinamento giuridico solo come figura negoziale di elaborazione dottrinale.

In altri termini, come sottolinea ancora Assofiduciaria nella sopra citata circolare nel richiamare espressamente il “contratto di affidamento fiduciario”, con tutti i suoi principali connotati, così come elaborati in dottrina, la disciplina in esame ha il merito di “tipizzare” tale “nuova” figura negoziale che, sotto il profilo della funzionalità, è sostanzialmente assimilabile alla figura del trust, rappresentandone però una valida alternativa a quest’ultimo poiché ha l’indubbio vantaggio di non richiedere, come per il trust, il rinvio ad una legge straniera ai fini della sua regolamentazione. Infatti, il contratto di affidamento fiduciario è quel contratto con il quale un soggetto, il cosiddetto affidante fiduciario, affida ad un altro soggetto, denominato affidatario fiduciario, determinati beni affinché quest’ultimo li amministri e gestisca in attuazione della specifica “destinazione” per il cui soddisfacimento sono stati vincolati dall’affidante fiduciario.

Dunque, potrebbe trattarsi di uno “scopo assistenziale” come nel caso preso in considerazione dalla disciplina normativa in esame, ma anche di altri scopi di tipo liberale, gratuito e persino oneroso, purché meritevoli di tutela (si pensi, a titolo esemplificativo, allo scopo di garantire/ regolamentare il passaggio generazionale, allo scopo di protezione del patrimonio, a scopi di tipo “liquidatorio”, ecc…).

Pertanto, nel contratto di affidamento fiduciario possono essere previsti dei beneficiari a vantaggio dei quali i “beni affidati” dovranno essere amministrati e gestiti dall’affidatario fiduciario sulla base di un programma predisposto dall’affidante fiduciario, la cui attuazione è appunto assegnata all’affidatario fiduciario che ne assume l’impegno.

In questo modo, i beni oggetto del contratto di “affidamento fiduciario” finiscono per costituire un “fondo speciale” (“affidato”, appunto, per la relativa amministrazione e gestione all’affidatario fiduciario) che costituisce a tutti gli effetti un “patrimonio separato” dal patrimonio personale dell’affidatario fiduciario (oltre che separato dal patrimonio personale dell’affidante fiduciario e da quello dei beneficiari), come tale aggredibile soltanto dai creditori “qualificati” della “destinazione” (similmente a ciò che accade nel caso del trust).

Il tema verrà ulteriormente approfondito nei prossimi numeri della nostra newsletter anche tramite una più dettagliata descrizione degli schemi contrattuali, attraverso i quali verranno regolati gli incarichi di affidamento fiduciario.