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Società fiduciaria e foro del consumatore: sentenza n. 17424/2016 del Tribunale di Roma

Società fiduciaria e foro del consumatore

La fattispecie oggetto di trattazione riguarda l’applicazione della disciplina riconosciuta a favore del consumatore. La vicenda decisa dal Tribunale di Roma tratta di una controversia originata dalla domanda di ingiunzione di pagamento, promossa da una società fiduciaria, a fronte di servizi amministrativi resi a favore di una persona fisica, in conseguenza di un mandato, da quest’ultima conferito alla fiduciaria.

Quando il fiduciante, pur essendo una persona fisica, conferisce mandato per esigenze imprenditoriali non può essere classificato come consumatore (Trib. Roma sentenza n. 17424/2016)

Contro il decreto di ingiunzione ottenuto dalla società fiduciaria, il debitore ingiunto ha proposto opposizione, sollevando in via preliminare eccezione di incompetenza per territorio in capo al Tribunale di Roma e affermando la nullità, per vessatorietà, della clausola contenuta nel mandato fiduciario.

 

Il mandato fiduciario, infatti, individuava nel Tribunale di Roma il Foro esclusivo, in luogo del Foro del Giudice della residenza o del domicilio del consumatore, come previsto dalla normativa ritenuta applicabile alla controversia de qua dal debitore ingiunto, in forza dell’art. 33 del Codice del Consumo (D.Lgs. 6 settembre 2005 n. 206).

 

Il debitore ingiunto in via principale ha, altresì, chiesto l’accoglimento dell’opposizione stante l’insussistenza del credito ingiunto per non avere mai avuto rapporti con la società fiduciaria. La società fiduciaria, al contrario, costituendosi nel giudizio di opposizione, ha richiesto l’integrale rigetto, ottenendo in prima udienza anche l’apposizione della clausola della provvisoria esecutorietà al decreto ingiuntivo opposto, avendo rilevato il Giudice istruttore che l’opposizione non appariva di pronta soluzione.

 

Il Tribunale, pronunciandosi in seguito sulla questione, ha rigettato l’opposizione ritenendola in toto infondata e ha condannato l’opponente al pagamento di quanto ingiunto con il provvedimento opposto. Le motivazioni per le quali il Tribunale, in sede di opposizione al decreto ingiuntivo, ha accertato e dichiarato l’infondatezza dell’opposizione, affermando preliminarmente l’infondatezza dell’eccezione di incompetenza per territorio e ritenendo non applicabile la normativa prevista dall’articolo 33 del “Codice del Consumo”, si fondano sull’individuazione soggettiva del consumatore, in relazione ai contratti conclusi tra quest’ultimo ed i soggetti che vengono definiti dal Codice stesso “professionisti”.

 

Il Giudice ha, infatti, richiamato l’art. 3, comma primo, lettera a) del Codice del Consumo che, nel definire il consumatore, lo descrive “persona fisica che agisce per scopi estranei all’attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale eventualmente svolta”. Tale articolo non inserisce nel nostro ordinamento una definizione di consumatore in positivo, conseguente al fatto di essere semplicemente una persona fisica che assume obbligazioni, ma ne offre una descrizione in negativo. Infatti, è da considerarsi consumatore, nell’ambito del Codice del Consumo, colui che non agisce per eseguire scopi legati o comunque riconducibili all’attività imprenditoriale, commerciale, artigianale e professionale eventualmente svolta.

 

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