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Svizzera, lo stop alla tassa di negoziazione mina il rientro fisico di capitali

Di Fabrizio Vedana | 14 settembre 2017 | Articolo pubblicato in CityWire >>

 

Le compravendite di titoli custoditi in un deposito intestato alla fiduciaria italiana presso una banca svizzera vanno esenti dall'applicazione della tassa di negoziazione.

Lo stabilisce il Consiglio federale elvetico accogliendo le proposte avanzate dalle banche svizzere, in particolare di quelle del Canton Ticino.

L'esenzione dal pagamento della tassa di negoziazione, che varia dall'1,5 al 3 per mille del controvalore dell'operazione, consente alle banche elvetiche di non vedersi penalizzate sul piano fiscale rispetto alle banche italiane. L'agevolazione è prevista solo per i depositi intestati ad una fiduciaria italiana che, fungendo da sostituto d'imposta, viene trattata dal legislatore svizzero come agenti di borsa ai sensi della legge del 27 giugno 1973 sulle tasse di bollo. Quindi il cliente italiano titolare, in via diretta, di un deposito bancario in Svizzera continua a corrispondere la metà della tassa di negoziazione in caso di acquisto o vendita di titoli. Qualora, invece, lo stesso deposito risulti intestato ad una fiduciaria italiana di tipo statico l'imposta non verrà applicata.

Questa esenzione fiscale per la Confederazione implicherà una diminuzionedel gettito della tassa dell'ordine di 10 milioni di franchi; il miglioramento della competitività delle banche elvetiche potrebbe tuttavia comportare un ampliamento delle operazioni di amministrazione patrimoniale per i clienti italiani capace di compensare le minori entrate nel medio-lungo termine.

L'esenzione di cui sopra interessa certamente un significativo numero di Italiani che hanno, aderendo allo scudo fiscale in una delle sue diverse edizioni varate tra il 2003 ed il 2010 o alla voluntary disclosure, hanno deciso di mantenere le attività finanziarie in Svizzera, presso una banca, intestandole ad una fiduciaria italiana mediante rimpatrio giuridico.

In questo caso, ha precisato l'Amministrazione fiscale elvetica, la tassazione dei capitali rimasti all'estero viene assicurata tramite il versamento da parte della fiduciaria statica di un'imposta alla fonte al fisco italiano.

Dovendo essere effettuate tramite una fiduciaria statica, le transazioni di titoli, in assenza di una normativa di esenzione - ora emanata - sarebbero state quindi soggetto più volte alla tassa di negoziazione svizzera.

Una novità che potrebbe spostare l'ago della bilancia verso il mantenimentoin Svizzera, tramite fiduciaria italiana, anche di quei patrimoni che potrebbero ancora emergere sino al 30 settembre prossimo grazie alla recente proroga concessa dal Governo per aderire alla voluntary disclosure bis.