16 ottobre 2017 Antiriciclaggio, titolare effettivo: cercasi regole Leggi di più
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Whistleblowing: obbligatorio con il nuovo decreto antiriciclaggio n. 90 del 25 maggio 2017

Whistleblowing

Con la Legge 170/2016, il Parlamento ha delegato il Governo al recepimento della quarta Direttiva antiriciclaggio (Direttiva UE 2015/849) che, a distanza di dieci anni dalla terza Direttiva, potenzia il sistema di prevenzione degli Stati membri in coerenza con le linee tracciate dalle Raccomandazioni del GAFI del 2012.

Il nuovo decreto estende la disciplina whistleblowing a SIM, SGR, commercialisti e avvocati

La nuova disciplina europea ha introdotto numerose novità alla normativa di contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo, privilegiando un approccio basato sul rischio, criterio fondamentale per la graduazione delle misure preventive e dei controlli, prevedendo nuove disposizioni con riguardo a:

 

  • autovalutazione del rischio di riciclaggio processo di adeguata verifica;
  • revisione dell’attuale assetto dell’archivio unico informatico;
  • modifiche relative alla segnalazione di operazioni sospette;
  • obbligo di dotarsi di un sistema di whistleblowing, l’istituto di derivazione anglosassone per consentire segnalazioni interne di violazioni delle disposizioni antiriciclaggio.

Lo scorso 19 giugno è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il nuovo Decreto 25 maggio 2017, n. 90, di recepimento della IV Direttiva Antiriciclaggio. A decorrere dal 4 luglio 2017, data di entrata in vigore del predetto decreto, i soggetti destinatari della disposizioni ivi contenute (tra i quali gli intermediari finanziari iscritti all’Albo Unico: società di leasing, società di factoring, SIM, SGR nonchè dottori commercialisti, notai e avvocati), sono obbligati a dotarsi di un sistema di whistleblowing.

 

I sistemi di whistleblowing consentono al personale di un’organizzazione, sia essa pubblica o privata, di segnalare condotte illecite di cui si è venuti a conoscenza nell’ambito della propria attività lavorativa, utilizzando specifici canali dedicati. Il canale per effettuare le segnalazioni deve garantire, secondo quanto disposto dall’art. 48 del Decreto in oggetto, caratteristiche di anonimato, sicurezza e indipendenza ed essere inoltre predisposto a proteggere il soggetto segnalante da eventuali ritorsioni e discriminazioni conseguenti la segnalazione.

 

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