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Voluntary bis, gli effetti (possibili) dell’accordo Italia-Svizzera

di Andrea Telara | BlueRating | Leggi Articolo >>

 

Un comunicato del Mef analizza le conseguenze dell’intesa tra i governi di Roma e Berna del 2 marzo scorso.

 

Il nuovo accordo con la Svizzera sullo scambio di informazioni, spingerà la Voluntary Disclosure. E’ questo, in sintesi, il messaggio lanciato ieri dal Ministero dell’Economia e delle Finanze attraverso un comunicato pubblicato su internet, di cui si riportano i contenuti.

L’Autorità competente italiana (il Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia e delle Finanze) e l’Autorità competente svizzera (l’Amministrazione Federale delle Contribuzioni) hanno concluso un Accordo per rendere operativo lo scambio di informazioni a fini fiscali attraverso “richieste di gruppo” in base all’articolo 27 della Convenzione per evitare le doppie imposizioni tra l’Italia e la Svizzera.

 

L’Accordo è in vigore dal 2 Marzo 2017 e definisce le modalità operative per una specifica categoria di “richieste di gruppo” ammissibili. Esso rappresenta un ulteriore importante elemento di collaborazione tra i due paesi verso l’obiettivo di una maggiore trasparenza fiscale, a seguito dell’entrata in vigore (il 13 luglio 2016) del Protocollo di modifica della Convenzione per evitare le doppie imposizioni tra Italia e Svizzera, che ha allineato lo scambio di informazioni tra i due paesi al più recente standard dell’OCSE.

MEF Comunicato Stampa N° 39 del 14/03/2017

L’Autorità competente italiana (il Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia e delle Finanze) e l’Autorità competente svizzera (l’Amministrazione Federale delle Contribuzioni) hanno concluso un Accordo per rendere operativo lo scambio di informazioni a fini fiscali attraverso “richieste di gruppo” in base all’articolo 27 della Convenzione per evitare le doppie imposizioni tra l’Italia e la Svizzera. L’Accordo è in vigore dal 2 Marzo 2017 e definisce le modalità operative per una specifica categoria di “richieste di gruppo” ammissibili. Esso rappresenta un ulteriore importante elemento di collaborazione tra i due paesi verso l’obiettivo di una maggiore trasparenza fiscale, a seguito dell’entrata in vigore (il 13 luglio 2016) del Protocollo di modifica della Convenzione per evitare le doppie imposizioni tra Italia e Svizzera, che ha allineato lo scambio di informazioni tra i due paesi al più recente standard dell’OCSE.

Pir, agevolazioni fiscali per chi li sottoscrive

Articolo pubblicato in Citywire, 13 Marzo 2017 | Fabrizio Vedana | Articolo originale >>

 

Il 2017 sarà finalmente l’anno dei Pir, i piani individuali di risparmio che investono nell’economia reale italiana, scontando le tasse a chi li detiene per almeno cinque anni.

 

I Pir sono stati regolati dai commi da 100 a 114 dell’articolo 1 della legge di bilancio 2017.

 

In attesa di vedere completato il quadro normativo di riferimento con l’emanazione della relativa circolare dell’Agenzia delle Entrate molte banche e società di gestione del risparmio hanno già avviato una specifica campagna informativa.