Corriere della Sera / Unione Fiduciaria continua con gli acquisti

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14 July 2025

Dopo aver chiuso il 2024 con risultati economici positivi, Unione Fiduciaria punta a consolidare la sua presenza sul territorio italiano e a crescere ancora per linee esterne. La società guidata dal direttore generale Filippo Cappio ha registrato nell’ultimo anno un fatturato di 20,96 milioni di euro e un utile netto di 2,99 milioni, raggiungendo i 17 miliardi di masse amministrate. Un valore, quest’ultimo, che potrebbe essere sottostimato, «considerando che alcuni asset sono intestati fiduciariamente a costo storico», spiega Cappio. Anche Brokerfid, broker assicurativo nato nel 2022 e controllato all’80% da Unione Fiduciaria (il restante 20% è in mano a Willis Italia, del gruppo Willis Tower Watson), ha chiuso il 2024 in territorio positivo, intermediando premi per oltre 1,2 miliardi e centrando il breakeven già al secondo servizio. «Ora il nostro obiettivo è proseguire lungo questo sentiero virtuoso, sia come fiduciaria sia come broker assicurativo – commenta Cappio –. Lato Unione Fiduciaria, negli ultimi 10 anni abbiamo fatto diverse acquisizioni (Ubi Fiduciaria nel 2015, Istifid nel 2016, Eos Servizi Fiduciari nel 2021 e la fiduciaria di una importante banca svizzera a fine 2024, ndr), crescendo soprattutto per linee esterne. E già in questa seconda parte dell’anno potremmo immaginare un’ulteriore operazione. Questo ci permetterà di mantenere una certa stabilità in un’industria che sta mostrando segnali di contrazione. Anche per questo abbiamo deciso di ampliare la nostra presenza geografica aprendo, sempre nel 2024, un ufficio a Torino, che si aggiunge a quelli di Roma, Milano e Genova». Le realtà acquisite da Unione Fiduciaria erano interamente, o comunque in maniera rilevante, partecipate da istituti di credito. Il mercato impone una massa critica che «molti dei nostri competitor non riescono ad avere – argomenta Cappio –. Di conseguenza le banche sono costrette ad alienare le loro fiduciarie e questo per noi rappresenta un’opportunità. Al momento stiamo analizzando diversi dossier e, archiviata l’operazione di fine 2024, ora siamo pronti per una nuova acquisizione». Per quanto riguarda Brokerfid, invece, l’obiettivo è raggiungere i 2 miliardi di masse intermediate entro la fine dell’anno, continuando a crescere in un’ottica B2C (business to consumer). «Come Unione Fiduciaria amministriamo polizze assicurative per circa 7 miliardi di euro e questo rappresenta un valore aggiunto per Brokerfid – puntualizza Cappio –. È più facile entrare nel brokeraggio assicurativo se hai alle spalle una capogruppo che è il principale sottoscrittore di polizze Ramo III (quelle finanziarie, ndr). Inoltre, abbiamo un socio, Willis Italia, che fa capo al terzo broker più grande del mondo, WTW. Noi, come Brokerfid, siamo principalmente focalizzati sulle polizze con contenuto finanziario, mentre tutti i fabbisogni assicurativi degli imprenditori nostri clienti possono essere validamente gestiti in co-brokeraggio con Willis Italia. In questo modo siamo in grado di coprire le esigenze assicurative a 360 gradi». Attraverso il servizio di account aggregation, Unione Fiduciaria ha una visione unitaria del patrimonio finanziario del cliente, «e questo ci facilita nell’analisi dei rischi e nell’ottimizzazione del rapporto costo/rendimento – aggiunge Cappio –. In qualità di sostituto d’imposta, poi, siamo in grado di compensare plusvalenze e minusvalenze tra diversi intermediari, italiani ed esteri. Un vantaggio unico, che consente decisioni operative più informate. Inoltre, per i beni depositati presso banche estere, i fiducianti sono esentati dall’obbligo di indicazione dei beni amministrati fiduciariamente nel quadro RW della dichiarazione dei redditi». Sempre da un punto di vista fiscale, Unione Fiduciaria offre soluzioni anche per il recupero della doppia imposizione su un’ampia gamma di giurisdizioni. «Un servizio che spesso non rientra nell’offerta delle banche italiane e che è molto apprezzato dai nostri clienti, al pari della gestione del passaggio generazionale, che realizziamo attraverso strumenti, come il trust, che ci permettono di supportare le famiglie nel passaggio di beni a eredi che, per età o formazione, potrebbero non essere ancora pronti a riceverli», conclude Cappio.