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Antiriciclaggio, titolare effettivo: cercasi regole

Articolo originale da CityWire | Fabrizio Vedana

 

Ancora nessun chiarimento sui termini e le modalità di applicazione delle nuove disposizioni contenute negli articoli 21 e 22 del decreto legislativo 231/07, così come modificato ed integrato dal d.lgs. 90/2017 con il quale l’Italia ha recepito la Quarta Direttiva antiriciclaggio.

In attuazione della nuova normativa europea gli amministratori delle società e delle fondazioni dovranno ottenere e conservare, per un periodo non inferiore a cinque anni, informazioni adeguate, accurate e aggiornate sulla propria titolarità effettiva e le forniscono ai soggetti obbligati (banche, intermediari, fiduciarie, professionisti, ecc.), in occasione degli adempimenti strumentali all’adeguata verifica della clientela.

Il novellato articolo 22 prevede, inoltre, che qualora permangano dubbi in ordine alla titolarità effettiva, le informazioni sono acquisite, a cura degli stessi amministratori, a seguito di richiesta rivolta ai soci rispetto ai quali si renda necessario approfondire l’entità dell’interesse nell’ente.  L’inerzia o il rifiuto ingiustificati del socio nel fornire agli amministratori le informazioni da questi ritenute necessarie per l’individuazione del titolare effettivo rendono inesercitabile il relativo diritto di voto e comportano l’impugnabilità, a norma dell’articolo 2377 del codice civile, delle deliberazioni eventualmente assunte con il suo voto determinante.

Tale norma va letta in combinato disposto con il nuovo articolo 21 dello stesso decreto il quale prevede che gli amministratori debbano comunicare le informazioni relative ai propri titolari effettivi per via esclusivamente telematica e in esenzione da imposta di bollo, al registro delle imprese, ai fini della conservazione in apposita sezione ad accesso riservato. L’omessa comunicazione di tali informazioni comporta, a carico dell’amministratore, la sanzione prevista dall’articolo 2630 del codice civile.

Ebbene sarà il Ministero dell’Economia a dover istituire il nuovo registro dei titolari effettivi disciplinandone modalità di accesso e di utilizzo con un apposito decreto la cui emanazione dovrà avvenire entro il 4 luglio 2018.

Fino a quella data ovvero fino all’emanazione del citato decreto ministeriale dove e come dovrà essere conservato e trattato il dato del titolare effettivo da parte dell’amministratore della società che ne abbia fatto richiesto ai sensi del sopra citato articolo 22?

La lettura combinata delle nuove disposizioni porterebbe a pensare, in realtà, che l’obbligo dell’amministratore di richiedere il dato del titolare effettivo decorra solo successivamente all’emanazione del decreto con il quale verrà istituito il registro dei titolari effettivi.

In attesa degli auspicabili chiarimenti ministeriali e/o associativi, pare importante ricordare che, in ogni caso, l’amministratore dovrà assicurare e assicurarsi che il dato del titolare effettivo venga trattato nel rispetto delle norme previste dal Codice privacy ovvero solo a seguito dell’ottenimento di un suo specifico consenso scritto.

 

Fabrizio Vedana