02 giugno 2019 Pubblicato il nuovo Newsletter di Unione Fiduciaria Leggi di più
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Capitali all'estero e fisco: come comportarsi se si lavora oltreconfine?

Entra sempre più nel vivo la procedura italiana permette di far emergere le violazioni fiscali di chi ha detenuto o detiene capitali all estero e vuole sistemare situazioni al limite. La cosiddetta voluntary disclosure è entrata in vigore il 1° gennaio, ma sono servite alcune settimane per mettere a punto il provvedimento che contiene le istruzioni per la presentazione della domanda e il modello da utilizzare.

 

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Subito dopo l arrivo delle istruzioni è stato attivato il canale telematico che deve essere utilizzato per la presentazione dell istanza dal professionista o direttamente dall autore della violazione. La nuova legge consente di regolarizzare le attività (importi e beni) detenute all'estero o in Italia in violazione delle norme fiscali, versando le imposte dovute ma con notevoli abbattimenti delle sanzioni e ottenendo la non punibilità per i reati tributari. A Cuore e Denari ne abbiamo parlato con l avv. Fabrizio Vedana - Vicedirettore generale di Unione Fiduciaria s.p.a., società fiduciaria e di servizi delle banche popolari.

Vedana ha anche risposto alle domande degli ascoltatori, molti dei quali in dubbio sull eventualità che una somma o un immobile all estero li potesse mettere in una situazione irregolare con il fisco, ad esempio per via di un periodo di lavoro oltreconfine. «La prima cosa da fare in questi casi è valutare la situazione con il commercialista di fiducia o un Caf», ha sottolineato Vedana, aggiungendo che «sicuramente è possibile scontare il credito di imposta che eventualmente si paga all estero». Vedana ha poi ricordato l importanza di compilare in questi casi il riquadro RW della dichiarazione dei redditi italiana, inserendo il reddito lordo percepito all estero. «Il quadro RW è semplicemente un quadro con il quale lo stato vuole sapere dove gli italiani che hanno residenza fiscale in Italia hanno le loro disponibilità. Per quale motivo? Ad esempio perché se il fisco dovesse pretendere la restituzione di un debito da parte del cittadino saprebbe dove andare a prendere quei soldi», ha aggiunto, sottolineando inoltre che «c è un alternativa alla compilazione del riquadro RW: quella di rivolgersi ad un intermediario italiano che faccia da sostituto d imposta, ad esempio una fiduciaria o una banca sulla quale fare accreditare lo stipendio. Se lo stipendio viene accreditato su una banca italiana, pur se i soldi sono stati guadagnati all'estero, il tema dell RW non si pone», ha concluso Vedana.

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