27 settembre 2018 Danske Bank: lo scandalo che il whistleblowing avrebbe evitato Leggi di più
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Il caso Danske Bank e la forza del whistleblowing

In Italia la questione ha trovato una sua compiuta regolamentazione con la legge 179 del 30 novembre 2017 con la quale, modificando la legge 231/2001 (sulla cosiddetta responsabilità penale delle imprese), è stato espressamente previsto l’obbligo per le società dotate di un modello organizzativo di prevedere  uno o  piu'  canali  che  consentano  al personale di  presentare,  a  tutela dell'integrita' dell'ente, segnalazioni  circostanziate  di  condotte illecite, rilevanti e  fondate  su elementi di fatto precisi e concordanti, o di violazioni del  modello di organizzazione  e  gestione  dell'ente,  di  cui  siano  venuti  a conoscenza in ragione delle funzioni svolte.

 

Tali canali  devono garantire la riservatezza dell'identita'  del  segnalante  nelle  attivita'  di gestione della segnalazione. In tale ambito si precisa poi che deve essere poi istituito almeno un  canale alternativo  di  segnalazione  idoneo  a garantire, con modalita' informatiche, la riservatezza dell'identita' del segnalante.

La stessa norma prevede poi il divieto per l’azienda di adottare atti di ritorsione o discriminatori, diretti o indiretti,  nei  confronti  del segnalante  per  motivi collegati, direttamente o indirettamente, alla segnalazione e l’obbligo di prevedere, nel proprio sistema disciplinare, sanzioni nei confronti di chi viola le misure  di  tutela del segnalante, nonche' di  chi  effettua  con  dolo  o  colpa  grave segnalazioni che si rivelano infondate.

 

Il  licenziamento  ritorsivo  o  discriminatorio   del whistleblower e'nullo. Sono altresi'  nulli  il  mutamento  di mansioni ai sensi  dell'articolo  2103  del  codice  civile,  nonche' qualsiasi altra  misura  ritorsiva  o  discriminatoria  adottata  nei confronti del segnalante.

 

Per le aziende è tempo di agire dotandosi delle adeguate procedure informatiche per il whistleblowing.