07 febbraio 2019 Come tutelare la riservatezza del dipendente che segnala illeciti Leggi di più
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Istruzioni per la complilazione del fac-simile dell'autorizzazione da rilasciare agli intermediari finanziari esteri a trasmettere all'agenzia delle entrate Italiana richiedente tutti i dati e le informazioni concernenti le attività oggetto della procedura di collaborazione volontaria

A cosa serve il fac-simile

 

L’art. 1 della legge 15 dicembre 2014, n. 186 ha introdotto la disciplina della collaborazione volontaria (cd. voluntary disclosure) in materia fiscale.

 

In particolare, con il comma 1 viene modificato il decreto legge 28 giugno 1990, n. 167, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 1990, n. 227, relativo al monitoraggio fiscale, introducendo gli articoli da 5-quater a 5-septies, al fine di favorire l’emersione ed il rientro di capitali illecitamente detenuti all’estero.

Le disposizioni introdotte prevedono che i soggetti che detengono attività e beni all’estero ed hanno omesso di rilevarli ai fini del monitoraggio fiscale, potranno definire la propria posizione mediante specifiche attività di collaborazione volontaria con l’amministrazione.

L’articolo 5-quinquies, comma 4, lettera c) del richiamato d.l. n. 167 del 1990 ha previsto che il contribuente che attiva la procedura di collaborazione volontaria internazionale e che desidera mantenere le attività finanziarie, già detenute all’estero in violazione degli obblighi dichiarativi in materia di monitoraggio fiscale, presso un intermediario localizzato fuori dall’Italia o dagli Stati membri dell’Unione Europea o aderenti all’Accordo sullo Spazio economico europeo, per ottenere la riduzione delle sanzioni relative alle suddette violazioni nella misura pari alla metà del minimo edittale, deve rilasciare all’intermediario finanziario estero, presso cui le attività si trovano, l’autorizzazione a trasmettere alle Autorità finanziarie italiane richiedenti tutti i dati e le informazioni concernenti le attività oggetto della procedura.

Inoltre, l’articolo 5-quinquies, comma 5, del richiamato d. l. n. 167 del 1990 ha previsto che qualora l’autore della violazione degli obblighi dichiarativi in materia di monitoraggio fiscale trasferisca, successivamente alla presentazione della richiesta di accesso alla procedura, le attività oggetto di collaborazione volontaria presso un altro intermediario, lo stesso è obbligato a rilasciare, entro trenta giorni dalla data del trasferimento delle attività, l’autorizzazione anche al nuovo intermediario finanziario, per non incorrere nella sanzione pari ad un quarto del minimo edittale di quelle previste per le violazioni degli obblighi dichiarativi in materia di monitoraggio fiscale.

L’art. 5-quater, comma 4, del d.l. n. 167 del 1990 dispone che qualora ricorrano congiuntamente le condizioni previste dall’art. 5-quinquies, commi 4, primo periodo lett. c), e quelle indicate nei commi 5 e 7, si può accedere anche al beneficio dell’inapplicabilità del raddoppio dei termini di decadenza della potestà di accertamento e di quella di contestazione delle violazioni in materia di monitoraggio fiscale prevista dall’articolo 12, commi 2-bis e 2-ter, del decreto legge 1° luglio 2009, n. 78.

A chi deve essere rilasciata l’autorizzazione

L’autorizzazione deve essere rilasciata all’intermediario estero presso il quale le attività finanziarie si trovano al momento della presentazione dell’istanza (o presso il quale verranno trasferite prima del perfezionamento della procedura) e, una volta controfirmata dall’intermediario in originale, prodotta all’ufficio dell’Agenzia dell’Entrate competente in ragione del domicilio fiscale del contribuente.

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