27 settembre 2018 Danske Bank: lo scandalo che il whistleblowing avrebbe evitato Leggi di più
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News AML: protagonisti il rischio ed i bitcoin

AML

Il Consiglio Europeo ha approvato e pubblicato due liste rilevanti anche in vista della revisione dei criteri per la valutazione del rischio AML ai sensi delle novità introdotte con il recepimento della IV Direttiva e con l’obiettivo di promuovere la buona governance a livello mondiale, al fine di massimizzare gli sforzi per prevenire la frode fiscale e l’evasione.

I 17 Paesi considerati paradisi fiscali (c.d. “black List”) e i 47 Paesi che si sono impegnati ad allinearsi e a rispettare i criteri di cooperazione necessari per non essere inseriti in futuro nella lista dei soggetti non collaborativi (c.d. “grey List”).

Emanata la Circolare con cui il Comando generale della Guardia di Finanza recepisce le Linee Guida del Ministero del Tesoro sulle sanzioni AML disciplinate dalla nuova versione del D. Lgs. 231/2007. Rilevanti i paletti sull’individuazione, ai fini della contestazione, del regime sanzionatorio applicabile nei casi di accertamento delle violazioni degli obblighi antiriciclaggio sulla scorta del principio del cosiddetto favor rei.

Sostanzialmente: alle violazioni per omessa SOS e per inadempimento degli obblighi di adeguata verifica commesse anteriormente al 4 luglio 2017 (data di entrata in vigore del nuovo D. Lgs. 231/2007), si dovrebbe applicare la “vecchia” sanzione pecuniaria, ma la Circolare precisa che per una stessa violazione si applica la sanzione più favorevole modificata nel 2017. Sarà “l’Amministrazione procedente a determinare la disciplina applicabile nel caso concreto, in «ossequio al principio» del «più favorevole».

Il comitato congiunto dell’ESAS, (EBA, EIOPA e ESMA) il 6 dicembre 2017 ha pubblicato un Final Report, avente ad oggetto le norme tecniche di regolamentazione (RTS) sulle misure che le banche e gli intermediari finanziari sono tenute ad adottare al fine di attenuare il rischio di riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo nel caso in cui la Legge di un Paese terzo non consenta l’applicazione di politiche e procedure antiriciclaggio a livello di gruppo.

AML, tra bitcoin e registro T.E. verso il nuovo approccio sul rischio

Secondo le premesse del predetto Report, nel caso di un ente facente parte di un gruppo, le procedure per mitigare e gestire efficacemente i rischi di riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo richiesti dalla Direttiva 2015/849, dovrebbero essere attuate in modo efficace e coerente a livello di gruppo.

In particolare, nei casi in cui un gruppo gestisce succursali o controllate di maggioranza in un Paese terzo, la cui Legge non consente l’attuazione di politiche e procedure antiriciclaggio a livello di gruppo, è necessario attuare politiche e procedure aggiuntive per gestire efficacemente il rischio di riciclaggio.

Le RTS mirano a promuovere un approccio uniforme per la gestione del rischio di riciclaggio a cui sono esposte le istituzioni finanziarie e creditizie a seguito delle loro operazioni in un Paese terzo, qualora l’attuazione della Legge del Paese terzo, non consenta l’applicazione di politiche e procedure a livello di gruppo e stabiliscono le azioni minime che dovrebbero essere adottate dalle istituzioni finanziarie e creditizie nelle predette circostanze e contribuiscono a creare condizioni di parità nel settore finanziario dell’Unione.

Sempre più spesso si leggono notizie relative ai cosiddetti bitcoin e alle relative correlazioni con la disciplina antiriciclaggio. È recente la notizia riportata dal MEF relativa al monitoraggio che la Germania perpetra in ordine all’impatto delle “criptovalute sui mercati”. Si segnala il convegno organizzato da Paradigma il prossimo 8 febbraio a Milano con l’obiettivo di “fare il punto della situazione” attraverso l’approfondimento dei vari temi legati al bitcoin.