02 giugno 2019 Pubblicato il nuovo Newsletter di Unione Fiduciaria Leggi di più
Diventa un nostro cliente

Open Success

Polizze RC professionali e tutela del patrimonio del professionista

Polizze RC Professionali

Dal 15 agosto 2013 coloro che esercitano un’attività professionale avranno un obbligo in più da osservare. Il Decreto Legge n. 138 del 2011, convertito con modificazioni dalla L. 14 settembre 2011, n. 148 (in G.U. 16/09/2011, n. 216), ha previsto l’obbligo per i professionisti iscritti in Albi di stipulare una polizza assicurativa professionale contro i danni provocati ai clienti nell’esercizio della propria attività professionale.

Questo obbligo, in effetti, non riguarda ancora tutti i professionisti. Per espressa previsione normativa il termine del 15 agosto 2013 non verrà osservato dai professionisti della sanità e dagli avvocati.

Per i primi occorre attendere un regolamento ministeriale in cui verrà individuata la disciplina delle polizze e per i secondi, invece, occorre attendere le condizioni del Ministero di Giustizia a cui le polizze dovranno sottendere. Per cercare di individuare i professionisti coinvolti con tale normativa possiamo indicare i commercialisti, i consulenti del lavoro, gli ingegneri, gli architetti, i periti industriali e i biologi.

La novità normativa farà sicuramente riflettere i professionisti coinvolti. In passato l’esigenza di sottoscrivere una polizza professionale non era molto avvertita dai professionisti anche perché le richieste di risarcimento dei clienti non erano molto frequenti, se non nel settore della sanità dove l’eventuale azione civile di risarcimento era la classica conseguenza dell’accertamento del reato penale in capo al professionista sanitario.

Tutelare il patrimonio con la polizza RC professionale? Potrebbe non essere sufficiente.

In questi ultimi anni, invece, complice anche il perdurante periodo di crisi, si assiste a una proliferazione di cause da risarcimento danni nei confronti dei professionisti. Quindi ben venga l’obbligo di sottoscrizione di una polizza. Attenzione, però. La presenza di una polizza assicurativa professionale non deve far ritenere i professionisti al riparo da danni economici.

Infatti, occorre rilevare come nell’ambito delle polizze assicurative professionali, nei primi giorni del mese di agosto sulla stampa specializzata, è stato pubblicato un articolo molto utile che cercava di dare dei suggerimenti in merito agli elementi che i professionisti devono prendere in considerazione ai fini della scelta della polizza. Nel descrivere le polizze che oggi il mercato offre è stato rilevato come le condizioni contrattuali delle polizze professionali siano molto complesse e il massimale è sempre affiancato da limiti specifici.

Questo potrebbe comportare che il danno emerso a carico del cliente potrebbe essere maggiore della somma che la compagnia garantisce ai terzi. In tale situazione è abbastanza chiaro che per i professionisti si pone un problema di tutela del patrimonio. Infatti, quanto non coperto dalla polizza deve trovare soddisfazione nel patrimonio personale del professionista. Il tipico strumento di protezione patrimoniale disciplinato dal codice civile è il fondo patrimoniale; altro strumento di protezione potrebbe essere l’atto di destinazione e da ultimo indicherei il trust. In presenza dell’impossibilità di analizzare compiutamente tutti e tre gli istituti descritti si può affermare che lo strumento maggiormente utile per tutelare il patrimonio è senza dubbio il trust. Cerchiamo di individuare le particolarità che dovrebbero far preferire il trust agli altri due istituti.

Colui o coloro che costituiscono un trust possono conferire qualsiasi tipo di bene nessuno escluso. Con il conferimento dei beni in trust si verifica il c.d. “spossessamento”, cioè il trustee amministra in perfetta autonomia i beni senza dover ottenere delle autorizzazioni giudiziali.

L’impiego dei frutti derivanti dai beni conferiti in trust è libero e non deve necessariamente essere destinato alle esigenze della famiglia.

Il trust può essere istituito da chiunque, indipendentemente dalla presenza del vincolo del matrimonio e può avere una scadenza anche successiva al compimento della maggiore età dei beneficiari.

Nel trust non vi è alcun vincolo di durata potendo esso essere superiore ai 90 anni o alla vita degli stessi beneficiari. Concludiamo facendo nostro quanto diceva Renzo Arbore in una nota pubblicità, “meditate gente, meditate”.