02 giugno 2019 Pubblicato il nuovo Newsletter di Unione Fiduciaria Leggi di più
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Voluntary disclosure: avanti cum iudicio

Voluntary disclosure avanti cum iudicio

Il decreto n. 4 del 28 gennaio scorso, recante misure urgenti per l’emersione ed il rientro di capitali detenuti all’estero, nonchè il potenziamento della lotta all’evasione fiscale, ha ceduto il passo ad una nuova proposta di legge che, raccogliendo i suggerimenti di istituzioni, ordini professionali ed operatori, introduce significative ed importanti novità.

Tra gli aspetti più rilevanti si segnala la previsione di modalità semplificate di presentazione dell’istanza di collaborazione volontaria e di pagamento dei relativi debiti tributari.

In attesa di vedere definite le norme di legge e quelle attuative che Agenzia delle Entrate, MEF e Banca d’Italia emaneranno nei prossimi mesi, si continua ad evidenziare un significativo interesse alla tematica.

Le banche, in particolare estere, con diverse modalità, hanno attivato o stanno attivando nei confronti della clientela italiana piani di “incentivazione” alla regolarizzazione fiscale; i professionisti italiani partecipano sempre più numerosi ai convegni sul tema e stanno formando dipartimenti interni specifici sulla voluntary disclosure; i contribuenti stanno chiedendo informazioni alle banche, alle fiduciarie ed ai professionisti; lo Stato sta valutando con interesse la possibilità di fare “cassa”, anche per abbattere il cuneo fiscale, mediante un provvedimento che consenta (per l’ultima volta) a chi detiene attività all’estero non dichiarate al Fisco di regolarizzare la propria posizione.

Posto che il successo della procedura risiede nella chiarezza degli oneri e dei rischi a carico di ciascuno degli attori coinvolti, Unione Fiduciaria, nel corso dell’audizione tenutasi alla Commissione Finanze della Camera dei Deputati il 6 marzo scorso, ha evidenziato i sotto riportati punti come particolarmente critici e che meriterebbero di essere approfonditi e tenuti in debita considerazione nell’ambito dell’articolato della nuova proposta di legge.

  • Difficile determinazione del reddito prodotto dalle attività estere: calcoli complessi resi problematici dalla difficoltà a reperire la documentazione contabile;
  • Più chiara definizione delle modalità di applicazione degli obblighi antiriciclaggio da parte dei professionisti e degli intermediari (es. fiduciaria) coinvolti nella procedura;
  • Oneri e rischi in capo ai professionisti ed agli intermediari, italiani e/o esteri, che possono aver concorso nella creazione/gestione delle attività estere non dichiarate;
  • Oneri e rischi in capo al contribuente nel caso detenga partecipazioni in società di capitali italiane;
  • Tempi e modi del trasferimento, anche solo giuridico, delle attività oggetto di voluntary disclosure; Semplificazione della procedura e della modulistica;
  • Forfettizzazione delle imposte e delle sanzioni dovute, in particolare per importi compresi entro una certa soglia (ipotizzata in 2 milioni di euro);
  • Estensione della copertura penale (come nell’analogo provvedimento adottato sin dal 2012 dalla Germania) sia da un punto di vista oggettivo (e quindi per tutti i reati fiscali e non solo per omessa o infedele dichiarazione), che da un punto di vista soggettivo (anche per gli eventuali concorrenti nel reato);
  • Esonero da responsabilità per professionisti ed intermediari che, a vario titolo e con diversi ruoli, intervengono nella procedura di voluntary disclosure.


Sul sito www.voluntary-disclosure.it e sul sito www.unionefiduciaria.it, sezione voluntary disclosure e sezione eventi, sono disponibili notizie aggiornate sulla normativa, sugli articoli di stampa, sui convegni e sulle altre iniziative avviate da Unione Fiduciaria per supportare il professionista, la banca ed il contribuente interessati alla voluntary disclosure ed in particolare al conferimento alla fiduciaria di incarico di sostituto d’imposta attraverso il quale poter mantenere all’estero le attività regolarizzate.