Plus24 – Il Sole 24 Ore / Gli architetti del passaggio generazionale dei patrimoni

Rassegna Stampa
25 Luglio 2026

Gli architetti del passaggio generazionale dei patrimoni

 

Chi aiuta le famiglie a non disperdere gli asset dopo la successione
Sono 83mila i miliardi di dollari che nei prossimi vent’anni passeranno di mano per successione. Le stime (di Ubs) parlano dunque di una cifra che si avvicina molto al prodotto interno lordo mondiale di un anno. Gran parte di questo denaro (ma pure immobili, opere d’arte, fondi, e obbligazioni) finirà al coniuge (trasferimento orizzontale) prima di raggiungere la generazione successiva (trasferimento verticale).
Legittimo attendersi, date le più alte aspettative di vita del genere femminile, che una quota rilevante di queste risorse verranno gestite dalle donne. E solo in seconda battuta, dai figli. Sempre secondo le stime di Ubs, 29mila miliardi di dollari passeranno di mano negli Stati Uniti, 9mila in Brasile e 5.600 in Cina. Per Ubs (che ha intervistato 317 family office attivi a livello mondiale) si tratta del più grande trasferimento di ricchezza mai avvenuto nella storia. A fronte di questo, secondo le rilevazioni del colosso bancario svizzero, la consapevolezza dell’importanza di un’adeguata pianificazione successoria, non sembra ancora essere sufficiente.

Filippo Cappio, direttore generale di Unione Fiduciaria, che insieme a Roberto Ruozi e Marco Agostini, proprio ai family office e alla loro evoluzione ha dedicato un libro uscito poche settimane fa (“Family Office” , Edizioni Il Sole 24 Ore-Radiocor) argomenta: «Proprio questa è la fase in cui i family office possono intervenire per contribuire in modo proattivo ai processi decisionali necessari alla definizione di piani successori, ma non solo, possono accompagnare gli eredi nella spesso complessa fase di transizione, come pure nel processo di preparazione delle nuove generazioni alla guida dell’impresa e, perché no, alla sua eventuale cessione». Un caso emblematico (in senso negativo) sembra essere quello della Mivar (l’acronimo sta per Milano Vichi Apparecchi Radio) società che produceva televisori, fondata e guidata per decenni dall’imprenditore Carlo Vichi, che si è trovato ad affrontare senza eredi interessati alla prosecuzione dell’attività, una rivoluzione tecnologica che ha trasformato il prodotto: dal tubo catodico agli smart tv attuali. Il risultato (malinconico) è sotto gli occhi di tutti: l’enorme fabbrica di Abbiategrasso inattiva dalla morte del suo fondatore.

La cessione degli asset
«L’importanza dell’istituto dei family office – prosegue Cappio – ha una sua precisa rilevanza nel momento in cui la famiglia decide di cedere l’asset aziendale. Se fino al giorno prima, infatti, la ricchezza era garantita dall’azienda (sovente conosciuta a memoria dal suo fondatore) nella fase successiva lo scenario cambia radicalmente: chi resta si trova improvvisamente a gestire problemi diversi: la gestione della liquidità, che provoca spesso disorientamento e incertezza. Ecco: il ruolo del Fo è proprio quello di introdurre ordine e razionalità nella gestione del patrimonio».

La transizione
È del tutto intuitivo, del resto, che, soprattutto nei momenti più importanti e di transizione, un patrimonio, specie se rilevante, richieda competenze avanzate e diversificate. La tutela, l’ottimizzazione e l’efficiente trasmissione della ricchezza richiedono l’intervento di family office evoluti e strutturati, capaci di osservare e misurare ogni aspetto del patrimonio sotto ogni profilo quanti-qualitativo. «Oggi il concetto ottimale di family office è olistico. Unione Fiduciaria, per prima – aggiunge Filippo Cappio – ha progressivamente acquisito professionalità e strumenti che consentono di leggere il patrimonio nella sua interezza, superando il concetto della sola intestazione fiduciaria.
Oggi il monitoraggio e il supporto alle decisioni sul patrimonio richiedono l’analisi aggregata di asset detenuti presso intermediari diversi, il monitoraggio dei rischi, la valutazione dell’efficienza in termini di costo e rendimento e l’ottimizzazione degli aspetti fiscali».

La cabina di regia
«Queste capacità si possono declinare anche ai trust e all’intermediazione delle polizze assicurative a contenuto finanziario, strumenti sempre più utilizzati nel mondo dei patrimoni rilevanti – prosegue Cappio – ambiti anch’essi nei quali siamo particolarmente attivi». In altri termini, il family office deve adottare un approccio unitario: una struttura multidisciplinare che, come una cabina di regia, coordini competenze complementari affinché ogni azione intrapresa sia frutto di una visione a tutto tondo, qualificata e coerente, del patrimonio e dei suoi obiettivi.

La cifra
83.000 Miliardi di dollari. Secondo le stime di Ubs in tutto il mondo nei prossimi vent’anni a passare di mano per ragioni di successione ereditaria saranno 83mila miliardi di dollari: una cifra non distante dal valore del prodotto interno lordo di tutto il mondo in un anno. Di questi 29mila miliardi passeranno di mano negli Stati Uniti, 9mila in Brasile e 5,6 mila miliardi nella Repubblica Popolare Cinese.